"Che responsabilità abbiamo noi che leggiamo? Cosa indichiamo a chi, a sua volta, ci legge? Quale messaggio passa da moltissimi blog, letterari, che dovrebbero usare la lettura come potere scardinante l’omologazione e la dissacrazione? Ecco ciò che mi abita come pensiero. Sull’uso del corpo come oggetto neutro poi ci sarebbe da discutere troppo. Si dimentica che il corpo parla. Manda messaggi che confondono. Mi rendo conto però che fare discorso simile qui è difficile leggendo del corpo di Carlos, che si piega, si contorce, può quasi sparire. Una vera magia.
31.7.25
IL FIORE AZTECO CON NOI / IPPOLITA LUZZO
"Che responsabilità abbiamo noi che leggiamo? Cosa indichiamo a chi, a sua volta, ci legge? Quale messaggio passa da moltissimi blog, letterari, che dovrebbero usare la lettura come potere scardinante l’omologazione e la dissacrazione? Ecco ciò che mi abita come pensiero. Sull’uso del corpo come oggetto neutro poi ci sarebbe da discutere troppo. Si dimentica che il corpo parla. Manda messaggi che confondono. Mi rendo conto però che fare discorso simile qui è difficile leggendo del corpo di Carlos, che si piega, si contorce, può quasi sparire. Una vera magia.
30.7.25
CHIARA TEMPESTA / IL FIORE AZTECO
29.7.25
GIANNI BARONE / IL FIORE AZTECO
21.7.25
IL FIORE AZTECO EN LA FERIA DEL LIBRO DE ELBA / GIANNI BARONE
21.5.25
IL FIORE AZTECO EN EL SALONE INTERNACIONALE DEL LIBRO DE TORINO / CHIARA TEMPESTA
20.5.25
IL FIORE AZTECO EN TORINO / GIANNI BARONE
"Tra poco ci siamo. L'appuntamento col Salone de Libro è sempre emozionante e io, che non potrò esserci per varie ragioni, seguirò le giornate da casa.Faccio fin da ora i miei migliori auguri a tutti, espositori, autori e in particolar modo alle case editrici indipendenti con le quali sono in comunicazione: da Arkadia a Terrarossa, in ordine alfabetico, passando attraverso Castelvecchi, Edicola, Miraggi, Neo, Qed, Spartaco.Ma quest'anno il mio cuore batterà un po' più forte per Tempesta Edizioni, nel cui stand troverete, tra tante importanti pubblicazioni, anche il romanzo "Il fiore azteco" del mio amico Gustavo Nielsen. Buon Salone a tutti! ¡Qué le vaya bien!"
1.4.25
IL FIORE AZTECO / CHIARA TEMPESTA CAZZATO
"L'Argentina di cui tanto si sente parlare in questi giorni vive e rivive storie di oppressione.
Il fiore azteco è un romanzo, ma è anche uno spaccato di storia vista attraverso gli occhi di Fabio, prima bambino che vive con la nonna e poi giovane uomo, militare, costretto come tanti ad arruolarsi per una guerra scellerata.
In questo racconto si può dire che un'unica cosa salverà il potagonista: la magia.
La magia riempirà la sua giovinezza, i suoi sogni erotici e tornerà utile tante volte.
Gustavo Nielsen ci racconta un' Argentina di ieri che potrebbe essere anche quella di oggi, ci parla della povertà, della paura e della guerra con gli occhi di chi la vive da dentro, con lo stupore di chi saluta un mondo fatto di amici, vicini di casa e nonna per arrivare alla vita militare, alla disparità tra chi ha il potere e il popolo.
Oggi più che mai è importante scoprire questo meraviglioso scrittore argentino."
Traduzione di Giovanni Barone
31.3.25
IL FIORE AZTECO / GIANNI BARONE
" C'e un karma pesante dal quale gli argentini non riescono a liberarsi. Un karma che parte da lontano e che ha fatto scontare all'Argentina, splendido paese e splendida gente peraltro, continue crisi economiche, politiche, sociali, umanitarie. Una storia drammatica che è sempre viva nella memoria di ognuno di noi. Eppure, nonostante tutto, "el gran pueblo argentino", sopravvive, resiste. Cerca di andare avanti anche se, come in un malefico gioco dell'oca, spesso si ritrova di nuovo al punto di partenza.
11.2.25
L´ODORE DEI CORTILI E IL FIORE AZTECO / BORDER LIBER
" Articolo di Antonio Danise. In copertina: “L’odore dei cortili” di Giuliano Brenna, Il ramo e la foglia edizioni, 2024 e “Il fiore azteco” di Gustavo Nielsen, Tempesta editore, 2024, traduzione di Giovanni Barone
È un po’ che non leggo un nuovo romanzo ambientato a Lisbona. Ho precisato ‘nuovo’ perché in realtà di tanto in tanto mi piace ritornare sulle pagine di qualche romanzo dove la città portoghese è sullo sfondo, come, ad esempio, in qualche libro di António Lobo Antunes.
Quanto a romanzi di autori argentini o con ambientazione rioplatense, invece, negli ultimi tempi ne ho letti diversi. Oggi vorrei dire qualcosa su L’odore dei cortili, di Giuliano Brenna, edito da Il ramo e la foglia, e su Il fiore azteco, di Gustavo Nielsen, uscito per Tempesta editore, nella traduzione di Giovanni Barone.
Ne parlo non tanto per raccontare le vicende narrate, piuttosto perché vorrei evidenziare alcuni temi che attraversano i due romanzi. Sono gli ultimi due libri da me letti. Ma non è questo il motivo per cui ne parlo. O forse sì. Però leggendoli uno di seguito all’altro mi è sembrato di trovare più di un punto in comune.
Intanto, entrambi i libri sono stati pubblicati negli ultimi mesi del 2024. Ed entrambi possono essere considerati dei romanzi di formazione. Scorrendo le pagine dei romanzi assistiamo alla crescita e alla ricerca di identità dei due protagonisti maschili, Mattia nel caso di L’odore dei cortili, e Fabio relativamente a Il fiore azteco.
Altro elemento comune è la mancanza della figura materna nei due protagonisti. Mattia e Fabio diventano adulti senza l’affetto di una madre. Mattia, che non ha conosciuto nemmeno il padre, cresce con la zia, mentre Fabio con la nonna.
“L’odore dei cortili” e“Il fiore azteco” sono caratterizzati da scene in cui vengono rappresentate pratiche sessuali non comunemente considerate ortodosse. In uno, nel romanzo di Brenna, sono presenti in maniera prevalente rapporti omosessuali fra i vari personaggi e a volte anche di natura sadomasochistica, mentre nel romanzo dell’argentino assistiamo di frequente a scene di masturbazione da parte di Fabio, invaghito di María Marta, sorella di Carlos, il suo migliore amico, ma soprattutto della donna senza gambe, che dà il titolo del romanzo, e che Fabio ha scoperto in un libro di magia da cui ricava i trucchi per realizzare i suoi spettacoli.
Lo sfondo culturale e storico dei romanzi è quello di contesti di dittatura militare, di torture e di violenza. Nel romanzo di Brenna vengono rievocati episodi di repressione da parte della Pide che provocano, fra altri, già nelle prime pagine, l’assassinio della madre di Mattia in quanto ritenuta sospetta.
In quello di Nielsen la dittatura militare ci viene presentata attraverso le deliranti vicende di soldati argentini inviati a combattere nelle postazioni militari nella guerra delle Malvinas. Un episodio che l’autore conosce bene per essere stato coinvolto personalmente nella guerra.
Il senso di colpa è un altro elemento presente in entrambi i romanzi.
In L’odore dei cortili, Mattia si porta dietro il senso di colpa per non essere riuscito a proteggere la madre, uccisa per un equivoco dalla polizia politica. Il capitano Green, altro personaggio del romanzo, sente la necessità di cambiare identità, nel tentativo di cancellare un passato in cui si è reso protagonista di azioni di repressione e violenza nei confronti dei dissidenti e degli oppositori al regime dittatoriale.
Il senso di colpa ne Il fiore azteco emerge, assumendo anche la connotazione di tradimento, quando Fabio, ad esempio, si trova a riflettere sul fatto di essere riuscito a evitare l’arruolamento diretto, a differenza di Carlos e di altri ragazzi che invece sono stati coinvolti dalla giunta militare argentina nell’impresa, che si rivelerà fallimentare, di controllo delle isole Malvinas, dai più considerate terre inospitali e inutili. Il senso di colpa in Fabio si accentua ancor di più quando Carlos si ammala e viene ricoverato in ospedale.
Ho trovato interessante il fatto che certe opere riescano a dialogare tra loro anche quando le trame appaiono molto diverse e quando gli autori provengono da aree geografiche molto distanti. La buona letteratura fa anche di questi miracoli."
10.2.25
LIBRO OLVIDADO, EVENTO OLVIDADO
LA FLOR AZTECA
Escribí “La flor azteca” a los veinticinco años, para
exorcizar mi trauma de guerra de Malvinas, que me marcó aun sin haber estado en
tierra de combate. Mi amigo Quico, de infancia y juventud, murió de cáncer a
los diecinueve años, tal como lo describo en el libro. Salvo su enfermedad y la
guerra, todo lo demás es ficción. Planeta fue la editorial que sacó el libro en
1997, porque yo no me animé a publicarlo antes. Sin embargo, lo mandaba a concursos, como si necesitara un permiso -o una garantía- para contarles mis
pesares a los desconocidos. Solamente conseguí quedar como finalista en un
premio Planeta, y la editorial decidió, sin demasiadas ganas, que valía la pena
verlo editado. Tuve incidencia en la ilustración de tapa, pero no en el diseño,
que me pareció horrible (y plagiado de una tapa extranjera que me mostraron, lo
que me produjo más repulsión). Tampoco pusieron en el texto de contratapa que
la acción estaba cruzada por la guerra, parte fundamental de lo que quise decir
en mi historia, y cuando se los hice notar me dijeron que no podía corregirse
porque la editora se había ido de vacaciones. La publicación fue un destrato
continuo y gratuito. El libro tuvo muchas y buenas críticas y se vendió
bastante bien a pesar de todo.
RESUMEN
Es una novela de iniciación. Acompañamos a Fabio, el
protagonista, a lo largo de distintas etapas de su vida de prestidigitador
aficionado, deslumbrando a su barrio adentro del garaje de su abuela. Desde
niño estará obsesionado por un truco de salón denominado “La flor azteca”, una
mujer sin piernas expuesta sobre una bandeja, que lo acompañará en sus delicias
masturbatorias.
“La flor azteca” es una novela erótica y tierna, atravesada
por la realidad argentina durante la guerra de Malvinas.
El personaje Fabio ha sido comparado con Holden Caufield por
la prensa italiana.
Dijo sobre “La flor azteca” el escritor Marcelo Di Marco:
“Se entiende más lo que pasó en la guerra de Malvinas leyendo este libro de
Gustavo Nielsen, que consultando todos los periódicos y revistas de la época”.
28.1.25
ESTE VA A SER EL AÑO DE LA FLOR AZTECA
21.1.25
EL TRUCO DE ROBERTO ALBINI / "EVVIVA LA BUONA SCRITTURA"
"Raramente mi spendo in elogi per qualcosa che ho letto. Ma questo libro, "Il fiore azteco", mi ha catturato fin dalle prime pagine per il suo stile crudo e allo stesso tempo romantico. Una storia che si dipana nell'arco di un trentennio, partendo dall'infanzia, attraversando una guerra, quella delle Falkland, e arrivando all'età adulta. Un protagonista dall'animo scuro, che sa morire e rinascere più volte, inseguendo un amore immaginario e immaginifico. File rouge di tutto il romanzo è la magia, intesa come prestidigitazióne. Ed è per questo che dedico all'autore e al libro il mio trucco. Evviva la buona scrittura."
14.1.25
13.1.25
IL FIORE AZTECO / GIANNI BARONE
8.1.25
"EN EL LEGADO DE MAFALDA" / MARÍA CATERINA PREZIOSO
La prima copia stampata il 30 settembre del 2024 non è una data a caso, Il fiore azteco esce nel giorno nel quale, nel 2020, muore a ottantotto anni, Quino il fumettista argentino “padre” di Mafalda. Le strisce di Mafalda, Libertà, Manolito, Felipe, Susanita, Miguelito, ci hanno fatto tanto sorridere e riflettere su una realtà non solo argentina ma che è diventata assolutamente “universale”, capace di parlare agli adolescenti di allora e agli adulti di oggi, cibo per la mente del quale oggi più che mai se ne sente il bisogno. Ed è la stessa sensazione che si ha leggendo Gustavo Nielsen che sembra conoscere le parole giuste, esatte per farci entrare con delicatezza sfrontata nel mondo di Fabio il protagonista de Il fiore azteco."
7.1.25
"FABIO, UN HOLDEN CAULFIELD QUE HABLA ARGENTINO" / DARIO ZIZZO
"Buonasera, in questo sabato italiano, come canterebbe Sergio Caputo, scrivo le mie considerazioni su 'Il fiore azteco’ dello scrittore argentino Gustavo Nielsen, tradotto in italiano da Gianni Barone. Stiamo parlando di un romanzo di formazione, con uno spiccato carattere comico secondo me, una comicità plautina direi, anche se ciò non lo rende immune da una malinconia che ne costituisce quasi una seconda pelle; talvolta le due cose s’intersecano e finisci col ridere anche su un letto d’ospedale; c’è, potremmo dire, il riso commosso che puoi trovare nelle grandi opere, perché la vita questo è, uno strano, innaturale connubio tra risate e lacrime.
Il protagonista, Fabio (suo il punto di vista), è un ragazzo argentino con la passione dei giochi di magia, in particolare per il fiore azteco, una donna che vede raffigurata, solo nel suo busto, in un libro sulla prestidigitazione.
Come tutti i suoi coetanei, attraversa la turbolenza ormonale, sperimentando un sesso onanistico, che ha, come oggetto contemplativo, una ragazza, Maria Marta, sorella di Carlos, suo migliore amico, con doti da contorsionista, e non solo; ma c’è anche spazio per la tenerezza, quella delle parole di Fabio davanti a una ragazza mentre gli dà le carte: “...sfiorare le sue dita al passaggio delle carte, socchiudere gli occhi sentendo quell’infinitesima carezza, quella minima richiesta di pelli che non si sono ancora baciate, che non si sono amate.”
Il romanzo non di rado è popolato da un’umanità variopinta, parte della quale assiste allo spettacolino di magia messo su in un garage: “C’erano anche il vicino dell’angolo, la pettegola che abitava a metà della strada, col suo fidanzato pieno di soldi, i fratellini Martinez, la cilena dell'alimentari, le sorelle Rapazzo (la più grande con un bebè in braccio), la ragazza che abitava di fronte, anche lei madre single ma che aveva ceduto il bambino a una coppia ed era caduta in depressione, la vecchia Lavandina e la nonna. Il barbone che abitava nella stessa strada dava un’occhiata alla porta del garage senza entrare. Una questione di odori ci allontanava dal suo corpo, per questo non lo facevamo entrare”.
Il gioco di prestigio del fiore azteco è talmente un’ossessione per Fabio che, durante la naia, nell'incontro con una prostituta, il primo con una donna, viene accarezzato dall’idea di riprodurlo con lei, piano poi scartato per la presenza di fango nei suoi piedi, cosa che non avrebbe reso onore al numero di magia; tra l’altro, particolare gustoso, da commedia sexy all’italiana (una di quelle sul mondo militare per l’esattezza), a pagare la marchetta è un sottoufficiale che alla fine offre a Fabio anche un gelato, una sorta di premio.
L’ opera parla pure del conflitto anglo-argentino per la contesa delle isole Malvine, nei primi anni Ottanta; alla drammaticità delle sorti dei soldati argentini che sono nel teatro di guerra si oppongono le vicende più amene, ridanciane, di quelli (tra questi Fabio) rimasti in patria, si pensi alla moglie del tenente, sempre truccata vistosamente, che lo chiama "bonbon".
La magia attraversa questo splendido romanzo (che ci dimostra ulteriormente quali doni ci sappia portare la letteratura latinoamericana), non solo quella dei giochi di prestigio, ma anche e soprattutto quella della gioventù a cui appartengono i suoi personaggi principali, la gioventù col suo sesso alle volte più immaginato che consumato (come in questo caso), con le grandi amicizie, quelle del “saremo amici per sempre”, come nel caso del legame tra il personaggio principale e Carlos, una storia nella storia.
Nel corso del romanzo noi vediamo crescere Fabio, forse solo anagraficamente, perché essenzialmente resta ancorato ai suoi sogni erotici adolescenziali; Fabio, forse, è un ragazzo che non vuole crescere, un Holden Caulfield che parla argentino."
6.1.25
CINECORRIERE.IT / RENATO MARENGO
"Tra i nuovi libri pubblicati da Tempesta Editore sta ottenendo grandi consensi di pubblico un romanzo di formazione, divertente, scandaloso, commovente, drammatico, anticonvenzionale. Si tratta de Il fiore azteco dello scrittore argentino Gustavo Nielsen, che Tempesta, con l’occhio acuto dell’editore attento, ha saputo intercettare e proporre ai lettori italiani, assumendosi il rischio di puntare su un autore tradotto per la prima volta in Italia.
Ma la scommessa ci sembra ampiamente vinta. La trama è di quelle accattivanti: Fabio, un ragazzino che vive con la nonna nella periferia di Buenos Aires, ha la passione per gli esperimenti di magia. Nel garage di casa organizza spettacolini per il vicinato e lì, insieme all’amico Carlos (che ha una sorella che suscita le sue delizie masturbatorie), sogna di poter realizzare la madre di tutte le magie: il fiore azteco, cioè l’esposizione del corpo di una donna che al pubblico apparirà tagliata a metà e deposta su un vassoio. Le vicende si rincorrono con grande velocità. Ben presto Fabio e Carlos saranno arruolati e inviati nel sud dell’Argentina: è l’anno della sciagurata guerra che viene dichiarata alla Gran Bretagna per il possesso delle isole Falkland-Malvinas. Da questo punto in poi l’autore (oggi architetto e scrittore di successo ma che è stato recluta e personalmente coinvolto in quelle manovre militari) ci presenta un quadro impietoso dell’Argentina, tra corruzione, prepotenze dei militari e parassitismo e inefficienza dei burocrati e dei funzionari ministeriali. Ci saranno poi sviluppi drammatici che riguardano l’amico Carlos, la sorella e Carmen, una ragazza ricoverata nello stesso reparto dell’ospedale dove si trova Carlos. Il finale del romanzo è sorprendente, con pagine di forte carica erotica e sognante visionarietà."
17.12.24
IL FIORE AZTECO / FABRIZIA BERTELLI
" Il fiore azteco" di Gustavo Nielsen è la storia straordinaria di tre personaggi che resteranno per sempre nella memoria di chi leggerà questo libro : Fabio, un ragazzo argentino innamorato della magia, la sua indomita, ironica, fantasiosa nonna e Carlos, l'amico del cuore che, come Houdini, sapeva accorciare le sue ossa fino a diventare piccolo piccolo.
16.12.24
IL FIORE AZTECO BOOK OF THE DAY / THE BOOK ADVISOR, RICCARDO SAPIA
«Cara Maria Marta, non c'è nostalgia peggiore di dimenticare quello che non è mai accaduto, come dice la canzone. E io sono qui, solo, mentre fischio il ritornello in mezzo a tante crudeltà e panico, a odori di fucili. La nostra piccola storia: quello che non successe. Soltanto per questo ti mando il migliore dei baci. Fabio»
29.11.24
IL FIORE AZTECO / GIORDANO VEZZANI
"Dopo l'intervento dell'amica Anna Verlezza, che ha commentato in diretta Il fiore atzeco di Gustavo Nielsen nella traduzione di Gianni Barone, mi è davvero difficile aggiungere qualcosa di nuovo. Tuttavia ci proverò lasciando andare i pensieri in libertà, senza pretese, perché il libro esige considerazione e non merita di essere trascurato o ignorato. Non riassumerò la trama, ma solo alcune impressioni generali.













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